IL DISASTRO DI COSTA CONCORDIA
ALL'ISOLA DEL GIGLiO
13 gennaio ore: 21.42
La nave entrata a far parte della flotta Costa crociere nel 2006 potrebbe causare una catastrofe ambientale
oltre 2000 tonnellate di gasolio potrebbero riversarsi in mare
FOTO di COSTA CONCORDIA
FOTO SUBACQUEE di COSTA CONCORDIA
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giovedì 1 marzo
15.08 Dopo la tragedia della Costa Concordia all'isola del Giglio, i ministri dell'Ambiente, Corrado Clini, e dello Sviluppo economico, Corrado Passera, hanno firmato il decreto anti-inchini per le rotte sicure. Sarà così vietato il passaggio alle navi a due miglia dai parchi marini. Al via norme su Venezia e sul santuario dei cetacei.
mercoledì 22
21.30 I Continuano le indagini di Striscia la notizia riguardo al caso Canzona. Anche oggi nuovi servizi del tg satirico di canale 5 testimoniano l'assurdità e le incongruenza dell'avvocato e del racconto.
Ecco i servizi di oggi:
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La smentita di
canale 5
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La smentita di
Rai 1
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Le perplessità
riguardo al caso
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Altri casi di
Canzona
smentiti
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20.30 I vigili del fuoco hanno individuato otto corpi nella parte sommersa della nave Concordia naufragata davanti all'Isola del Giglio. Tra questi anche la piccola Dayana, 5 anni, che era in crociera col padre. Dal naufragio del 13 gennaio, mancavano all'appello 15 persone. I palombari avevano deciso di perlustrare il ponte 4 che era il corridoio di ritrovo per l'abbandono nave e che si è trasformato di fatto in un pozzo con il naufragio.
I corpi, rende noto la struttura del commissario per l'emergenza, sono stati individuati all'interno del Ponte 4 della nave dove erano ricominciate le attività di ricerca in seguito ad uno screening fatto nei giorni scorsi attraverso le testimonianze dei sopravvissuti che avevano indicato i punti dove si sarebbero potuti trovare l'ultima volta che erano stati visti alcuni dei dispersi. Le operazioni di recupero saranno lunghe a cause delle difficili condizioni per operare.
martedì 21
17.30 In merito alla vicenda, scoperta e segnalata dal programma televisivo “Striscia la Notizia”, della ragazza italiana incinta che avrebbe perso il bambino a causa del naufragio di Costa Concordia, la Società informa che segnalerà alla Magistratura questo episodio, così come ogni altro indebito tentativo di speculazione su questa tragica vicenda. La Società conferma che la ragazza e il marito non risultano nella lista degli Ospiti a bordo di Costa Concordia il 13 gennaio. Nel corso delle puntate andate in onda il 14, 15, 16 febbraio, “Striscia la notizia” ha portato alla luce il caso di una coppia di due presunti naufraghi della Costa Concordia e del loro avvocato. Secondo quanto raccontato in varie trasmissioni televisive e in base a quanto riportato da giornali, siti web e agenzie di stampa italiane e internazionali, i due presunti naufraghi avrebbero chiesto tramite il loro avvocato un risarcimento di 1 milione di euro a Costa Crociere perché la ragazza, incinta di cinque mesi, pochi giorni dopo il naufragio all'Isola del Giglio avrebbe perso il bambino che aspettava. Le verifiche fatte da “Striscia la Notizia” hanno permesso di scoprire che questa vicenda è una clamorosa montatura, svelando che l’identità dei presunti naufraghi sarebbe falsa, così come la loro presenza a bordo della nave il giorno del naufragio.
Ecco un riassunto del caso Canzona
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Gli interventi di
Canzona in TV
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Il tapiro a
Canzona
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Telecamera
nascosta a
Canzona
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Le prove del caso
Canzona
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tutti gli ultim'ora dall'incidente >>>
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Il bilancio è al momento di 21 morti. 15 invece dispersi.
Ancora incerte le cause dell'incidente, si ipotizza che la nave sia andata fuori rotta per il classico inchino agli abitanti dell'isola del Giglio (tra cui i parenti di un metre di bordo e un ex capitano del comandante della Concordia). Il comandante, intuito il pericolo, abbia deciso di avvicinarsi il più possibile all'Isola del Giglio. In una nota Costa Crociere afferma: "Al momento non è possibile definire le cause del problema occorso. L'azienda si sta adoperando per dare la massima assistenza".
A bordo, secondo i dati della Costa Crociere, c'erano in totale 4.234 persone: 3.216 passeggeri,(compresi 52 bambini al di sotto dei 6 anni), oltre a 1.018 membri dell'equipaggio.
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L'INCIDENTE
La paura arriva all'ora di cena, quando le 4.200 persone a bordo della Costa Concordia (oltre 3.000 dei quali passeggeri e circa mille di equipaggio) sono a tavola ai ristoranti della nave da crociera nei pressi dell'Isola del Giglio: uno scossone, poi la luce che va via. Il tempo di capire quello che sta succedendo e l'invito ad indossare i salvagente e avvicinarsi alle scialuppe, ''per precauzione''. Inizialmente annunciato un guasto elettrico si è poi rivelato un disastro.
Sembrava, all'inizio, che questa avventura si fosse conclusa senza gravi conseguenze, solo tanta paura. Ma poi, durante l'evacuazione, qualcosa non ha funzionato: molti passeggeri sono caduti in acqua, qualcuno forse vi si e' gettato per la paura mentre lo scafo si inclinava sempre piu', e ha dovuto vedersela con il freddo del mare e della notte. Tutte da accertare le cause della morte delle vittime: ipotermia, forse, ma non si esclude un malore, ne' si sa se fossero tra quelli finiti in acqua. La nave era attesa a Savona per la prima tappa della crociera ''Profumo degli agrumi'' nel Mediterraneo, ed era partita circa due ore prima da Civitavecchia.
L'Isola del Giglio, dove i passeggeri sono stati evacuati in attesa di essere trasferiti in altri luoghi con maggiore ricettivita', era a due passi quando il ''tempio galleggiante del divertimento'', per motivi ancora da accertare, si e' incagliata alle secche di Punta Gabbianara, alle ore 21.43, la punta piu' a sud dell'isola con alte scogliere, meta preferita dei sub.
La Concordia ha cominciato ad imbarcare acqua e ad inclinarsi sul fianco destro a causa di una falla che si sarebbe aperta nella zona di poppa lunga più di 70 metri. E proprio dall'Isola del Giglio sono partiti i primi soccorsi. Il sindaco, Sergio Ortelli, ha messo a disposizione scuole, asili, alberghi, ''qualsiasi cosa abbia un tetto'' e il parroco ha aperto la chiesa per ospitare i passeggeri della nave. Più tardi è cominciato, per alcuni di loro, il trasferimento in traghetto a Porto S.Stefano.
Il comandante prima di avvisare la capitaneria e di annunciare l'evacuazione della nave con sette suoni corti e uno prolungato, avvenuto circa alle ore 22.40, ha preferito portare la Concordia il più vicino possibile alla costa per facilitare l'evacuazione.
Da programma la Concordia avrebbe dovuto attraversare il canale tra l'Argentario e l'Isola del Giglio a 3 miglia da quest'ultima mentre invece al momento dell'incidente essa si trovava a solo 150 metri dalla costa. La Concordia puntava l'isola del Giglio. Avvertito il pericolo di impatto con l'isola, una manovra azzardata da parte della zona di comando, ha portato la Concordia a colpire con la poppa lato sinistro uno scoglio di punta galbbianara. Il probabile intervento del capitano Francesco Schettino avrebbe poi portato il gigante di Costa crociere ad incagliarsi su uno scoglio di granito a pochi metri dal porto del Giglio dopo aver compiuto un giro di 360 gradi su se stesso. Questa manovra avrebbe salvato migliaia di vite.
Dalla nave, inclinata fino alle ore 24.00 di soli 20 gradi (inclinazione che permette il perfetto funzionamento della nave e di calare le scialuppe senza complicazioni), sarebbero state ammainate in mare quasi tutte le scialuppe del lato sinistro. A bordo di una di queste erano presenti anche il comandante, il comandante in seconda e la maggior parte degli ufficiali. Le operazioni di salvataggio sarebbero poi continuate attraverso l'intervento della guardia costiera. I superstiti hanno raggiunto le navi di salvataggio attraverso delle biscagine calate lungo i fianchi della nave.
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LE CAUSE DELL'INCIDENTE
Non sono ancora certe le cause del disastro.
Verranno chiarite con la lettura della scatola nera.
Un comandante di lungo corso che chiede di mantenere l'anonimato ipotizza: "O è avvenuto un black out, che ha fatto andare in tilt gli strumenti di navigazione, che sono molto sofisticati oppure c'è stato un errore di valutazione. Ma è tutto molto strano, il comandante è una persona molto esperta". Poi, "la rotta da Civitavecchia a Savona passa lontano dall'Isola del Giglio. Nella navigazione commerciale tradizionale l'Isola del Giglio viene lasciata a dritta. Se si passa all'interno, ci deve essere un motivo specifico, un'avaria o la volontà di osservare la costa dal quel lato" aggiunge.
Mentre questo è ciò che afferma il comandante:
"Mentre navigavamo ad andatura turistica abbiamo impattato uno sperone di roccia che non era segnalato. Secondo la carta nautica, doveva esserci acqua a sufficienza sotto di noi".
Il comandante ha inoltre sottolineato che gli uomini dell'equipaggio "sono stati gli ultimi ad abbandonare l'imbarcazione, assicurandosi prima di salvare i passeggeri".
Le indagini evidenziano che la secca che ha aurtato la nave era segnalata sulle carte nautiche e che questa manovra non era stata acconsentita da Costa crociere, come invece era accaduto quest'estate.
L'incidente sarebbe quindi frutto di un errore umano.
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LE VITTIME
ventuno persone hanno perso la vita nel naufragio. Le vittime in base ai primi accertamenti medico legali, sono morte per annegamento.
Intanto continuano le ricerche dei dispersi. 15 persone non hanno ancora risposto all'appello.
Una notte da incubo hanno trascorso i passeggeri di Costa Concordia in tutto 3.216 passeggeri, per la maggioranza italiani (989), tedeschi (569), francesi (462), spagnoli (177), americani e croati (rispettivamente 129 e 127) e di altre 56 nazionalità. A questi vanno sommati poi i 1.013 membri dell'equipaggio, per un totale complessivo di 4.229 persone.
All’inizio sembra che tutto si possa concludere senza gravi conseguenze e solo tanta paura, ma, durante l’evacuazione, qualcosa non ha funzionato: molti passeggeri sono caduti in acqua, qualcuno forse vi si è gettato per la paura, mentre lo scafo si inclinava sempre più, e ha dovuto vedersela con il freddo del mare e della notte. "A bordo c'era panico anche tra i membri dell'equipaggio. Non sapevano esattamente cosa fare neanche loro", ha riferito Yuri Selvaggi, uno dei viaggiatori in vacanza con la famiglia. I superstiti hanno inoltre sottolineato la mancanza di ufficiali a bordo durante l'evacuazione. Le operazioni di salvataggio sarebbero avvenute grazie all'intervento del personale di bordo (cuochi, animatori, camerieri) senza l'intervento di esperti.
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Costa crociere ha previsto per i tutti superstiti dell'incidente una quota di risarcimento dai 10 000 ai 20 000 euro e per le famiglie delle vittime una quota di 450 000 euro. Per tutti coloro che hanno acquistato un viaggio con Costa Concordia è invece previsto il totale resarcimento. Secondo le stime i risarcimenti ammonterebbero a 93 000 000 di euro
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COSTA CROCIERE
Il comandante durante l'impatto era al timone, nella cabina di comando della nave, ha assicurato il direttore generale della compagnia Costa Crociere Gianni Onorato che, incontrando i giornalisti a Porto Santo Stefano, ha parlato di una tragedia. "È ovvio che per noi sia una brutta giornata. La valutazione dell'andamento del salvataggio è difficile farla in questo momento, la faremo insieme con le autorità per stabilire le cause e per fare in modo che questo non avvenga più visto che non era mai accaduto prima - , ha spiegato Onorato. Valuteremo la situazione insieme alle autorità che si sono già messe al lavoro. "Il comandante della Costa Concordia è con noi da 11 anni - ha detto sempre il Dg di Costa Crociere - . Al momento della collisione con lo scoglio, dopo aver valutato i primi danni ha deciso di mettere in sicurezza la nave, cioè di mettere in sicurezza gli ospiti e l'equipaggio, e poi ha dato l'ordine di evacuazione e di abbandono della nave. Il dg di Costa Crociere ha anche fatto osservare che purtroppo c'è stata una inclinazione repentina, troppo veloce della nave, che ha fatto interrompere il normale programma di evacuazione, che si stava svolgendo correttamente. Da questo momento in poi - ha continuato a spiegare Onorato - sono dovute intervenire le autorità italiane, la guardia costiera e le Capitanerie di porto a cui sono passate in mano le operazioni di salvataggio e di soccorso".
il documento ufficiale della compagnia >>>>
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L'INCHIESTA
Sulla vicenda la procura di Grosseto ha aperto un'inchiesta per naufragio, disastro e omicidio colposo, come riferito da fonti giudiziarie. Mentre un'inchiesta amministrativa è stata aperta dalla capitaneria di porto. Diversi passeggeri hanno inoltre criticato il modo in cui si è cercato di far fronte all'emergenza: personale non qualificato e incapace di gestire la situazione.
Secondo quanto risulta agli inquirenti, oltre a tutto questo, il comandante già verso le 23:30 avrebbe lasciato la nave. A quell'ora però ancora gran parte degli ospiti e dell'equipaggio stava ancora aspettando di essere evacuata. Gli ultimi a lasciare la Costa Concordia lo hanno fatto non prima delle 2:30-3:00( Alcune voci riferiscono fino alle ore 5:00). Si aggrava, quindi, la posizione di Schittino, secondo cui la roccia «non era segnalata». Per Verusio l'impatto è avvenuto alle 21.45, «ma non è stata avvertita subito la capitaneria». La Concordia avrebbe dovuto attraversare il canale tra l'Argentario e l'Isola del Giglio a 5 miglia dalla costa italiana, e quindi a 3 dall'isola e dalla secca sulla quale si è incagliata.
Ma lo scandalo riguarda soprattuto il perchè la Concordia si trovava in quella zona anche se l'acqua non era abbastanza alta. Anche se la cartina segnalava la percorribilità della rotta, infatti, è sempre in funzione l'ecoscandaglio, specie su queste navi la cui valutazione effettiva della profondità delle acque è essenziale. Possibile che lo strumento non abbia rilevato nessuna anomalia? Se così fosse ci troveremo di fronte a un guasto tecnico importante. Francesco Schettino dovrà scontare una pena di 15 anni agli arresti domiciliari.
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LE TESTIMONIANZE DEI PASSEGGERI
- “Era stata una bella vacanza fino a quella sera, e poi…La nave si è incagliata, abbiamo aperto la porta del terrazzo della cabina ed abbiamo visto uno scoglio…Prima ci hanno detto che era tutto sotto controllo, che era un problema elettrico, ma non ci abbiamo creduto…Poi l’ordine in tutta fretta di di abbandonare la nave…”
- “Le bottiglie volavano, i letti si spostavamo, era evidente che si era inclinata; poi si è rovesciata sul lato opposto. Meno male che eravamo sull’altro lato, altrimenti non so…, la parete ci ha fatto da pavimento…Poi il via via alle scialuppe, ma la nostra non funzionava. Molte persone sono caduto, si è fatta male, tanto sangue, alla fine dalla fiancata, grazie a delle scale di emergenza, siamo saliti sulla scialuppa e ci siamo allontanati dalla nave…Abbiamo avuto davvero paura di morire…”
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L'AMBIENTE
I tecnici hanno predisposto delle paratie anti-inquinamento per evitare che il carburante a bordo della nave si riversi in mare, dato che l'incidente è avvenuto all'interno della riserva naturale dell'Arcipelago toscano.
Il sindaco del comune dell'Isola del Giglio, Sergio Ortelli, ha escluso in una nota che si sia verificato al momento alcun sversamento di carburante nelle acque della zona.
Interverrà una azienda olandese per pompare al di fuori dei serbatoi le due tonnellate di petrolio contenute. I lavori avrebbero dovuto inziare già mercoledì 18. Tuttavia lo spostamento della nave nella notte del 17 sta ritardando le operazioni. Ora si spera che Costa Concordia non si abissi nella fossa di 70 metri appena al di sotto di dove si trova ora.
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